I GATTI LO SANNO. Comportamenti incredibili dal mondo animale di Giulia Bignami,
Giunti editore, 2023, 272 pagine, euro 16.
recensione di Adriana Giannini
Sotto il titolo di questo libro titolo scelto chiaramente per catturare
l’attenzione di coloro che vivono con uno o
più
gatti - e sono milioni solo in Italia – si nasconde in realtà qualcosa di molto
diverso dal consueto manuale sul comportamento dei mici domestici. Anche perché
l’autrice, benché abbia avuto e amato gatti sin da bambina, dedica loro uno
spazio abbastanza limitato facendosi piuttosto trasportare dalla sua curiosità
scientifica tra alcuni dei più noti e meno noti rappresentanti della comunità
animale con un unico criterio di scelta: essere dotati di peculiari e
insospettate abilità. Ma vediamo innanzitutto chi è Giulia Bignami. Trentenne,
milanese, laureata in chimica e con un dottorato ottenuto in Scozia è
ricercatrice e manager clinica a Edimburgo. E’ anche figlia di due noti
astrofisici italiani: lo scomparso e rimpianto Giovanni Bignami e di Patrizia
Caraveo e dai genitori ha ereditato la passione per la scienza e la facilità di
comunicarla con vivacità ed entusiasmo. Sicuramente avrebbe trovato la strada
spianata per una bella carriera in Italia, ma le va riconosciuto il merito di
aver scelto un paese straniero per la sua crescita professionale.
La lingua e tanti cari ricordi la legano tuttavia al nostro paese ed è per
questo che, oltre alle collaborazioni con riviste e quotidiani italiani, è già
al suo secondo libro pubblicato da noi (il primo La zattera astronomica è il
divertente e tragicomico racconto dell’esperienza di una bambina che si trova a
vivere con un esuberante papà scienziato). Ricordi, letture e conoscenze
personali affiorano del resto anche in quest’ultimo libro perché lo stile di
scrittura di Giulia Bignami è quello che dà al lettore l’impressione di trovarsi
con una simpatica, colta amica che, tra un aneddoto e l’altro e in compagnia
degli spiritosi disegni dell’artista Laurina Paperina, racconta con competenza
ed entusiasmo le ricerche scientifiche sul comportamento animale di cui ha letto
o a cui è stata invitata ad assistere - non a partecipare perché il suo campo è
un altro. Ricerche apparentemente assurde o strampalate, tanto è vero che
parecchi degli scienziati che le svolgono hanno ottenuto l’ironico premio
IgNobel, ma che hanno in realtà, come spiega molto bene
Telmo Pievani nella sua saggia prefazione, il nobile scopo di ampliare le
nostre conoscenze, il che non solo è sempre utile, ma può avere insperate e
utili ricadute.
Ci si può infatti chiedere per esempio perché cercare di stabilire se i pesci
arciere, che hanno la peculiarità di catturare le loro prede aeree sputando un
ben mirato getto d’acqua, potessero essere addestrati a discriminare i volti
umani sputando solo su quello che faceva loro ottenere un premio in cibo. O
anche perché indagare se le seppie sono capaci di ricordare e poi attendere
anche per un periodo relativamente lungo - 2 o tre ore -
lo stimolo visivo od olfattivo che fa loro ottenere il premio più ambito:
un gamberetto vivo. E ancora quale meccanismo fa sì che i ratti prendano a
dondolarsi con certi tipi di musica e non con altri o che i piccioni imparino a
distinguere un lavoro artistico bello o brutto dal punto di vista umano.
Complessi e pazienti esperimenti dimostrano che sanno fare questo e ben altro
usando circuiti neuronali diversi dai nostri. Questo alla fin fine significa che
siamo solo una delle tante forme di vita “intelligenti” apparse
sulla Terra e sicuramente non la più utile o la più attrezzata per la
sopravvivenza.
Per chi avesse l’opportunità di visitare Rovereto segnalo che fino al 30 luglio
si può visitare presso il locale Museo di
Scienza e Archeologia la mostra che porta lo stesso titolo del libro ed
espone i disegni dell’artista roveretana Laurina Paperina insieme a
illustrazioni ed esperimenti relativi agli argomenti trattati da Giulia Bignami.